La programmazione del Rotary Club Torino Subalpina continua a distinguersi per la capacità di esplorare temi all’avanguardia. Durante la nostra 50ª riunione conviviale, svoltasi presso il Circolo degli Ufficiali di Torino, abbiamo avuto il privilegio di ospitare il Prof. Massimo Maffei, Ordinario di Biologia Vegetale presso l’Università di Torino ed esperto di fama internazionale in astrobiologia e biologia spaziale.
L’astrobiologia per capire se siamo soli nell’Universo
La relazione è iniziata con alcune delle più importanti domande che, nel tempo, gli scienziati si sono sempre chieste. Una di queste, alla quale non c’è ancora stata una risposta, è come ha avuto inizio la Vita e come si è evoluta? L’altra è: la Vita può esistere oltre la Terra? Siamo soli nell’Universo? (Al momento non siamo mai stati contattati da nessuno). E, infine, qual è il futuro della Vita?
Il Prof. Maffei ha guidato i numerosi soci e ospiti presenti in un viaggio affascinante, partendo dalle origini della vita sulla Terra fino alle più recenti scoperte sull’abitabilità dei pianeti extrasolari. Ecco i punti salienti del suo intervento.

L’obbligo di esplorare: Di fronte al rischio statistico di eventi catastrofici simili a quello che estinse i dinosauri, l’essere umano ha quasi l’obbligo morale di espandere la propria presenza sulla Luna e su Marte per salvare la “fiamma della vita”.
Le origini celesti: Recenti scoperte suggeriscono che i “mattoni” del DNA siano arrivati sulla Terra tramite asteroidi, rafforzando la teoria della panspermia.
La vita oltre la Terra: Gli scienziati cercano oggi “biofirme” (come gas o molecole organiche) su pianeti situati nella cosiddetta “zona abitabile”, dove l’acqua può restare allo stato liquido.
Dalla Terra a Marte: la sfida della Xenobiologia
Un passaggio particolarmente intrigante ha riguardato il progetto M.A.R.T.E., un simulatore di atmosfera marziana sviluppato in Piemonte, che permetterà di studiare come la vita possa adattarsi a condizioni estreme di gravità e radiazioni. Il Prof. Maffei ha introdotto il concetto di Homo spatialis: un’evoluzione dell’uomo che, grazie alla protezione biotecnologica del DNA, potrà un giorno abitare mondi oggi inospitali.
La serata si è conclusa tra numerosi applausi e domande, lasciando a tutti i presenti la sensazione di aver partecipato a una riflessione necessaria e visionaria. Come ricordato dal Professore citando Isaac Asimov: «Invecchia con me… il meglio deve ancora arrivare».

Un plauso alla visione della Presidenza

Desideriamo sottolineare con orgoglio la capacità della nostra Presidente, Mirella Albrile, nel saper coinvolgere relatori di tale prestigio su argomenti tecnici e scientifici estremamente innovativi.
Ancora una volta Mirella ci ha aperto una finestra sul futuro.
